LA FANTASCIENZA CI PORTA VERSO LA FANTASCIENZA

Detto così, sembra una stupidaggine. Invece è un fatto reale e concreto. Da che l’uomo ha imparato a scrivere, il fantastico è stato il suo primo pensiero. Già gli antichi greci producevano romanzi avventurosi a volte ambientati nello spazio interplanetario e persino nell’epopea sumera di Gilgamesh vi sono avventure straordinarie simili.

In particolare, il viaggio interplanetario è ciò che più ha colpito l’immaginazione degli antichi. Oggi ci pare impossibile, fossilizzati come siamo nella nostra convinzione che tutti gli antichi credessero in un mondo piatto e immobile. Certo, la teoria eliocentrica aveva pochi adepti. Tuttavia l’idea che la terra fosse un mondo tra tanti non era una novità. Pitagora parlò della sfericità della Terra; Aristarco di Samo (si parla di nuovo di antichi greci) ha anticipato Copernico di una quindicina di secoli. Che dire poi di Eratostene, il primo ad aver misurato la circonferenza terrestre?

Il viaggio sulla Luna, il corpo celeste più vicino al nostro pianeta, è quello che più rinfocolò la fantasia degli antichi. Ariosto mandò sulla Luna Astolfo alla ricerca del senno perduto di Orlando: ce lo mandò a cavallo di un ippogrifo. Persino Cirano de Bergerac (che ci crediate o no era un uomo in carne ed ossa), grande letterato e sublime spadaccino, narrò di un viaggio sulla Luna sebbene con l’utilizzo di ampolline contenenti rugiada: a quel tempo la si credeva più leggera dell’aria… Tuttavia il primo vero tecnocrate della fantascienza è stato Giulio Verne: nel suo romanzo “Dalla Terra alla Luna” inventa letteralmente il razzo e alcuni uomini compiono il tragitto su quella specie di proiettile a più stadi che più avanti affascinerà e guiderà i primi pionieri della missilistica quali il russo Tsiolkovsky (teorizzatore del volo spaziale umano), l’austriaco Hermannstadt, l’americano Goddard (che realizzò i primi rudimentali motori a razzo con propellente liquido), ed i tedeschi Oberth e Von Braun. Oberth fece addirittura una tesi di laurea nel 1922 sulla missilistica, Von Braun portò l’uomo sulla Luna.

La fantascienza non si è soltanto occupata di viaggi nel cosmo, ma si è anche occupata di altri aspetti scientifici. Ad esempio il viaggio nel tempo (H.G.Welles), oggi non più ritenuti impossibili: una recente teorizzazione scientifica afferma che sfruttando i “wormwholes” (una sorta di piccolo “tunnel spaziale”) sia possibile inviare segnali video e luminosi in avanti o indietro nel tempo; persino questa idea è parzialmente mutuata dalla fantascienza: Star Trek la megasaga spaziale inventata negli anni ’60 del novecento da Gene Roddenberry, l’uomo che più ha influenzato il nostro secolo con le sue idee progressiste. Oggi pare impossibile, ma molte conquiste sociali (e anche scientifiche) partono dai principi sociologici ipotizzati da quest’uomo straordinario. Immaginiamoci per un attimo quell’epoca in cui io ero ancora un bambinetto in età scolare: negli USA c’è ancora la segregazione razziale, il mondo era preda di una guerra fredda che tutti credevano avrebbe portato all’olocausto atomico. A quel tempo, l’idea comune di “alieno” era quelle di un essere perfido il cui unico scopo è quello di distruggere o sfruttare il genere umano, una sorta di proiezione planetaria del colonialismo. Roddenberry fu il primo a parlare non solo di un pianeta Terra unito, ma di una sorta di alleanza spaziale tra razze diverse chiamata “Federazione dei pianeti” con lo scopo di progredire. Mise sulla astronave (guarda un po’, a forma di disco…), sul ponte di comando dell’Enterprise, un alieno (Spock, bluastro e con le orecchie a punta), un ufficiale di colore (Uhura), un ufficiale giapponese (Sulu)  e un ufficiale russo (Chekov), scardinando in un solo colpo tutti i pregiudizi di un mondo industriale decadente. Se ne occupò persino Martin Luther King: un giorno la Nichols (l’attrice di colore che interpretava Uhura) ritenne di non proseguire nel suo ruolo e il reverendo King (a quel tempo l’eroe di tutti gli uomini di colore ma anche di molti bianchi) le telefonò per spiegarle la portata rivoluzionaria di quella serie televisiva. Se oggi gli Stati Uniti hanno un presidente di colore (Obama) ed hanno avuto un generale a cinque stelle  (Powell) e un Segretario di Stato (Rice), lo devono anche a quel telefilm. E poi dovremo anche citare il fatto che ogni nuovo modello di “nave” a spingersi nello spazio ormai è battezzato “Enterprise”. La serie televisiva ha avuto un impatto sociologico immenso in tutto il pianeta, tradotto in tutte le lingue ha coltivato un sogno nuovo per una intera generazione ed è entrato addirittura nelle teorie scientifiche più avveniristiche (il “teletrasporto”, ad esempio, oggi non più ritenuto impossibile, la tecnologia del telefonino, il lettino medico moderno, la siringa senza ago “Hypospray”) e l’idea di “curvatura” dello spazio è ormai familiare al punto che gli scienziati ci stanno lavorando intensamente. E’ storia anche questa, e ben curiosa. Un vero mistero della mente umana.

E’ straordinario come la fantascienza immaginata riesca sempre a portarci verso quella reale. Forse, un giorno, riusciremo davvero a giungere la dove nessun uomo è mai giunto prima.

Duilio Chiarle

LA FANTASCIENZA CI PORTA VERSO LA FANTASCIENZAultima modifica: 2014-07-01T09:37:25+00:00da 59limes
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