IL “BENE COMUNE” E I TEMI ETICI DELLA FANTASCIENZA

La fantascienza ha sempre avuto risvolti sociologici d’avanguardia. Come ho già detto più volte, ciò che ci risulta ostico e avverso, indigeribile, se posto in chiave fantascientifica ci sembra giusto. Riusciamo perciò a parteggiare per un “eroe” che nella vita di tutti i giorni ci risulterebbe assolutamente nemico.

Di questo si avvantaggia soprattutto il cinema. Sono in molti ad essere assolutamente indifferenti alla distruzione del nostro ecosistema: in nome del progresso ci viene inculcato subliminalmente l’informazione secondo cui “Beh, si, è sbagliato distruggere l’ambiente, ma il progresso… Il bene comune… L’esigenza di molti rispetto ai pochi… La maggioranza…”, ma proviamo a vederla in tema fantascientifico. C’è un pianeta lontano chiamato Pandora che ha una natura incontaminata e risorse naturali a buon mercato. E’ abitato soltanto da creature feroci e umanoidi azzurri… Che quando li si conosce un po’ meglio ci sembra una civiltà decisamente interessante, molto più delle esigenze terrestri  di progresso… E lo spettatore si ritrova a parteggiare per gli umanoidi blu, aiutato anche da alcuni umani che rifiutano la distruzione dell’ecosistema. Riconosciuto il film? Si tratta di “Avatar”.

Il compito sociologico della fantascienza è di tipo universale e ci fornisce, cioè, una ragione per lottare in nome della Giustizia contro il sopruso. Ciò è ancora più evidente nel film “Soilent Green”, un giallo ambientato in un futuro in cui tutte le risorse sono state consumate e gli umani si cibano (ma senza saperlo) dei loro simili: l’investigatore scoprirà l’arcano e diffonderà la notizia a costo della vita.

Siccome non sempre ciò che va a discapito dei pochi è giusto, eccovi servito “Rollerball”, non quella fetecchia del 2002 sponsorizzato da un grosso gruppo bancario, l’originale degli anni ’70! Qui un “regime” oligarchico formato da grandi banchieri e  presidenti di multinazionali usa uno sport violento come valvola di sfogo di una società che controlla totalmente, tuttavia gli oligarchi non si rendono conto di aver creato un semidio: Jonathan E. Tenteranno di eliminarlo sul campo ma proprio la sopravvivenza del solo Jonathan porterà ad una rivolta che abbatterà il governo mondiale. E come dimenticare l’incredibile “Blade runner”, meraviglioso film che pone un problema etico: è giusto creare androidi in tutto e per tutto simili agli umani per far loro fare “il lavoro sporco”? Alla fine, il cacciatore viene sconfitto dalla preda che però non lo uccide in una delle più toccanti scene  che il cinema sia riuscito a produrre. Questo film è tratto da un romanzo di Philip K.Dick dall’infelicissimo titolo “Ma gli androidi, sognano pecore elettriche?”. “L’uomo bicentenario” è tratto dall’omonimo libro di Asimov e pone (incredibile ma vero) il tema etico del razzismo traslandolo su un robot che vuole essere riconosciuto “essere vivente”. Che dire poi de “Il grande fratello” di Orwell? E come dimenticarsi di “Farenheit 451” (la temperatura a cui brucia la carta), libro di Ray Bradbury da cui Francois Truffault ha tratto un notevole film? Il tema è una società senza libri ma completamente interattiva. E poi dobbiamo per forza citare il film muto di Fritz Lang “Metropolis” ove il regista anticipa i temi cari al nazismo rovesciando completamente l’ottica “del progresso” un robot “femmina” incita alla rivolta gli umani che lavorano come schiavi per “il bene comune”.

Il “bene comune”, infatti, è la scusa che tutte la oligarchie, tutte le dittature pongono a scudo del loro operare. Dunque, quando un politico, un banchiere, il presidente di una multinazionale parlano di “bene comune”, ricordiamoci di questi film, di questi romanzi e proviamo a pensare se il bene comune è veramente quello di cui ci parlano.

Duilio Chiarle

IL “BENE COMUNE” E I TEMI ETICI DELLA FANTASCIENZAultima modifica: 2014-07-16T01:30:34+00:00da 59limes
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