IL FANTASY NON E’ SOLTANTO UNA FAVOLETTA

Esiste, tra gli “intellettuali” o supposti tali, una differenziazione tra i generi “fantasy” e “fantascienza” in termini esclusivamente politici: chi ama la fantascienza sarebbe “di sinistra” e chi ama il fantasy sarebbe “di destra”. Come ci ha ampiamente dimostrato Giorgio Gaber, questi due termini indicano ormai soltanto due direzioni. Infatti esistono dei “fantasy” contenenti anche temi etici ed esiste il fenomeno “pulp” che fa della pessima fantascienza con gli omini verdi che invadono il mondo. Oggi, periodo in cui va molto di moda la serie “Il trono di spade”, possiamo avviare una riflessione sui generi. In fondo, il fantasy traspone la realtà in modo disincantato: l’uomo è sempre lo stesso che sia in un mondo parallelo o nella mitologia. Si parla di un uomo spesso brutale e che fa soltanto calcoli utilitaristici di potere. A volte vi è una sottile poesia.  In altri casi ci fornisce chiavi di lettura differenti per quelli che ormai chiamiamo “miti” e che la società tecnocratica e supponente di oggi ci impedirebbe di analizzare in altro modo. Nei più classici dei fantasy abbiamo una lotta tra bene e male che non ci lascia spazio interpretativo: il male è male a prescindere. Ne “Il Signore degli anelli”, non può esservi dubbio su chi è buono e chi no. Tolkien inserì nella sua titanica opera tutti i suoi ricordi di guerra (ricordate l’inseguimento dei cavalieri? Tolkien fu inseguito da sei “ussari della morte” e riuscì a stento a salvarsi, proprio come Frodo Baggins). Lungo tutto il romanzo sono seminati valori oggi poco praticati come l’amicizia (e tra razze diverse!), l’onore (gli elfi combattono e muoiono quando potrebbero astenersi essendo essi immortali), l’amore (contro tutto e contro tutti, addirittura tra razze diverse come quello tra l’elfa Arwen e l’umano Aragorn), il dovere (Frodo Baggins potrebbe vivere una vita spensierata nella contea ed invece finirà per rovinarsi la vita pur di sconfiggere il signore del male). Poi possiamo anche citare “Tre cuori e tre leoni”, grande romanzo di Poul Anderson, in cui si traspone in chiave fantasy la lotta di liberazione dei Danesi contro l’occupante nazista: una storia ricca di poesia e di una bellezza straordinaria. Potremmo citarne tante, senza sconfinare nel fantasy spaziale alla “Star Wars” (inizia con “Tanto tempo fa, in un’altra galassia…”). La pretesa di catalogare Tolkien come roba retriva e di classificare gli omini verdi cattivi come progressismo è una scemenza. La verità è che esiste buona e cattiva letteratura. Tutto qua. Ditelo ai vostri insegnanti, quando sostengono queste sciocchezze.

Duilio Chiarle

IL FANTASY NON E’ SOLTANTO UNA FAVOLETTAultima modifica: 2014-07-16T02:08:07+00:00da 59limes
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