L’ALTO MEDIOEVO: POCHI ROMANZI STORICI

 

Il libro “Le notti buie dei Franchi” é ambientato nell’anno 781. Qualcuno mi ha domandato: “Perchè proprio quell’anno e perchè i Franchi?”.

Domanda più che legittima. A parte il fatto che quasi tutte le storie sul medioevo sono fasulle, esiste un eccesso di “basso medioevo” e quasi tutte le vicende sono ambientate intorno al XIII o XIV secolo: si tratta sovente di costruttori di cattedrali o di vicende feudali. Una migliore letteratura si è occupata anche di altro come “La camera delle signore” di Jeanne Bourin (il narratore è la moglie di un mercante parigino e la vicenda parla degli accadimenti della sua famiglia). Ovviamente chi non ricorda “Nôtre Dame de Paris” di Victor Hugo che vede come protagonista lo sfortunatissimo campanaro gobbo Quasimodo? E poi “Il mercante di lana” di Valeria Montaldi, “Il cavaliere nero” di Bernard Cornwell (secondo libro di una trilogia che comprende anche “L’arciere del re” e “La spada e il calice”) , “Il fabbricante di specchi” di Philipp Vandemberg, “Il nome della rosa” di Umberto Eco.  Il più noto è forse “Ivanohe” di Walter Scott. Infine il più che celebre e crudissimo “I pilastri della terra” di Ken Follett (romanzo che a me personalmente non piace, forse sono un “Bastian contrario”). Che dire, poi, de “Robin Hood” di Alexandre Dumas (padre)?  Insomma, c’è un’inflazione di basso medioevo. Tuttavia il quadro cambia drasticamente se si parla del medioevo “alto” ovvero precedente all’anno mille. Si trovano storie di vichinghi e poco altro. Eppure tra la caduta di Romolo Augustolo e l’anno mille sono accadute tante cose… E così assistiamo a una miriade di romanzi su re Artù e poi “Belisario” dell’immortale Robert Graves. Ma in realtà i romanzi ambientati tra il VI secolo e l’XI secolo sono decisamente pochi.

Mi sono reso conto che c’è un “buco” culturale nella scuola italiana proprio in coincidenza con l’alto medioevo: arrivano i barbari, si contendono l’Italia con i bizantini, spuntano dal nulla i Longobardi, arriva Carlo Magno e buona notte ai suonatori, ci rivediamo dopo al mille. I secoli bui sono bui poichè nessuno ne parla. Per anni ho raccolto libri sull’alto medioevo ed ho così scoperto una letteratura meravigliosa che nessuno ci insegna, una storia interessante che nessuno ci racconta e personaggi vivissimi di cui si sta perdendo la memoria, affidata ormai soltanto a specialisti della storia antica.

I Franchi furono l’unico popolo barbarico interamente cattolico, circondato da ariani. Ciò li ha resi particolarmente interessanti. Di Carlo Magno sappiamo molto, tuttavia vi sono alcuni accadimenti misteriosi durante il suo regno che ci permettono di aprire una finestra sul suo tempo. E, credetemi, nell’anno 781 sono accadute davvero tante cose. Io le ho semplicemente messe insieme. Già, ma come raccontare i Franchi a chi li confonde con i francesi? Ho dovuto spiegare, capitolo per capitolo, la finestra che ho aperto sull’anno 781. Una finestra che resta aperta per un periodo ben determinato, ovvero sino alla morte del grande imperatore e che si è aperta con Pipino il breve. Prima, i Franchi erano molto diversi, dopo non saranno più Franchi e con i nipoti di Carlo inizia la storia degli stati nazionali. È un momento delicato e unico della storia europea.

Il periodo tra il VII e il IX secolo è decisamente ricco di avvenimenti, di intrighi, di lotte tra grandi potenze. Le tre grandi potenze dell’epoca, ovviamente: arabi, Bisanzio e Franchi.

La mia fase documentale, per realizzare “Le notti buie dei Franchi”, è durata anni. Leggendo la letteratura dell’epoca (libri praticamente introvabili) mi sono fatto un’idea molto precisa della mentalità, del carattere degli autori e dei gusti di chi la frequentava. Non è un’epoca così oscura come si dice, anzi. Scrivere il libro ha richiesto tempo e pazienza: come far capire la mentalità del tempo di Carlo Magno? Da una generazione all’altra, il modo di comportarsi è diverso e la mentalità dei Franchi del tempo di Pipino il breve non è la stessa dei tempi di Ludovico il pio. Il lavoro complesso è stato ricostruire la mentalità dei Franchi dell’anno 781: bisogna capire che se l’Italia degli anni ’60 ha una società molto diversa da quella del 2000, lo stesso accade per i Franchi di quel tempo. Non è stato facile trovare un modo leggero per spiegare i Franchi a chi è abituato a leggere avventure ambientate nel XIII o XIV secolo. Ma credo di esserci riuscito. E spero di aver risposto a tutte le domande…

Duilio Chiarle

L’ALTO MEDIOEVO: POCHI ROMANZI STORICIultima modifica: 2014-07-26T01:23:12+00:00da 59limes
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